Coppie di fatto, cattolici, leggi di mercato.

E’ di due giorni fa la notizia che al comune di Palermo é stato dato il via libera al registro anagrafico delle unioni civili. Il tema è stato silenziato in questi ultimi mesi, ma ogni tanto torna di attualità emergendo improvvisamente come un fiume carsico

[Febbraio 19, 2007 ]

E’ uno dei temi scottanti del momento. Insieme all’eutanasia. Temi cari ad una parte del centrosinistra ma, non dimentichiamolo, soprattutto ai radicali. Le dichiarazioni contrarie si ripetono continuamente: ce ne fu una vescovo di Padova Mattiazzo. Anche lui ha diritto alle sue opinioni, per quanto puzzino di moralismo stantio. Sostiene, il vescovo, che coppie di fatto e gay, minino la cristianità del Veneto (e sicuramente, anche dell’Italia). Le sue sono posizioni da “destra ideologica”.


E’ ovvio che coppie di fatto e gay non minino alcunchè, in questo nostro paese, dove la pericolosità sociale è rappresentata da ben altro. Di cui di proposito si parla poco o per nulla. E cioè: il mercato senza regole che, soprattutto, nel Nord Est la fa da padrone; l’assenza (da molti anni) di una politica di opposizione; il malfunzionamento del sistema degli appalti; la scarsità di prospettive (decenti) di lavoro per i giovani e il sistema del mercato del lavoro (l’interinale introdotto dal centro sinistra nel ‘97 con apposita legge); il potere sempre più forte con i deboli (assenza di qualsiasi sistema di controllo da parte dei cittadini sui funzionari pubblici piccoli o grandi); il “partito dell’immobiliare e delle costruzioni”, strumento utilizzato per riciclare denari non puliti. Tanto per fare una carrellata.
Ma purtroppo per il vescovo di Padova, le coppie di fatto etero e gay saranno sdoganate, come in altri paesi occidentali, paesi leaders nello sviluppo capitalista, perchè, come ho già osservato, oggi non è la destra ideologica ad avere in mano il bastone del comando ma quella economica che ha bisogno di sdoganamenti, liberalizzazioni, uguaglianza di tutti i cittadini non nel loro peso sociale ma nell’accesso ai beni e servizi che essa produce.
Dal canto mio, ben venga l’amore tra etero e gay in qualsiasi forma voglia manifestarsi, purchè non li si lasci in assoluta balìa dei valori della destra economica.

[Febbraio 14, 2007]

Credo che dietro questa ostinazione (politica) della Chiesa ci sia un disegno che è quello di serrare i ranghi per partire in controffensiva.
Non è un mistero che la cristianità, il sacro, la visione religiosa siano soggetti ad una grossa crisi. La lotta contro i Dico, le discussioni sull’omosessualità, la famiglia, sono gli espedienti attraverso i quali serrare i propri ranghi e combattere i propri nemici: il consumismo capitalista per primo. Il quale ha  modificato così pesantemente la nostra società in meno di 50 anni, de-sacralizzandola.
Ma anche contro qualsiasi tentativo di trovare altre strade (ideali e politiche) più concrete per la liberazione del genere umano.

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