Ford Cortina II.

Perché un post sulla (mitica) Ford Cortina II ? Perché in questo modello di macchina in voga parecchi anni fa ho vissuto, durante la mia infanzia, i più bei spostamenti brevi, i più avvincenti viaggi; ho sentito raccontare storie, ho conosciuto persone, ho iniziato a scoprire il mondo. Tutto grazie ai miei genitori ed al loro amico, proprietario dell’automobile, di nome Bepi Lesana. Un uomo del Cadore di cui, quasi sicuramente, nemmeno i parenti (figli non ne aveva) si ricorderanno più. Lo ricordo io, allora, perché fu proprio lui a farmi capire l’importanza dell’amicizia, della cultura, e che c’erano dei “grandi” che valeva la pena ascoltare. Ogni uscita con lui era un’avventura, un far emergere immaginazioni, ragionamenti, conoscere luoghi mai visti prima, a cominciare dai suoi campi di girasoli e piante di fagioli nelle vallate cadorine. Bepi passò ben 40 anni in Australia da emigrante, dove conobbe i miei genitori che là emigrarono in cerca di fortuna, affrontando tutti i problemi di coloro che si spostano in una terra che, alla fine degli anni ’40, non si fida di loro, non li accetta del tutto. A Seconda Guerra Mondiale appena conclusa, per gli italiani laggiù non era scontato farsi accettare.

Bepi iniziò la sua carriera da emigrante in Australia spaccando pietre in una cava, per poi stabilirsi a Melbourne, sulla Sydney Road nel quartiere di Brunswick. Aprì un botteghino di verdure che diventò anche un luogo dove incontrarsi, un punto di aggregazione nel quartiere, per italiani e non, grazie alla verve e all’ironia del proprietario. Di quest’uomo mi piace ricordare gli ideali, oltre ai racconti e alle speranze che si erano alimentati in giovane età alla fonte della ribellione ad un destino misero e crudele delle valli del Cadore – dove spesso non si sbarcava il lunario e le campagne rappresentavano solo un modesto contributo al reddito delle famiglie numerose – che lo portò a decine di migliaia di chilometri lontano da casa. Credo di dovere a lui uno dei passaggi formativi fondamentali della mia infanzia e di questo lo ringrazio a posteriori. Egli in Italia ci ritornò, per ricongiungersi alla sorella ormai sulla strada della vecchiaia e passare insieme gli ultimi anni di vita.

In questo Blog non si parla, sistematicamente, di automobili, né, tantomeno, si parla di quel modello di automobile. Anche perché, dal mio punto di vista, un’automobile non é un oggetto di consumo, un mezzo dell’edonismo di massa, ma un catalizzatore affettivo: ricordatelo per i vostri rendez-vous amorosi non per il lustro che ipotizzate vi dia agli occhi degli altri. Ogni parola, ogni descrizione verbale, ad un certo punto sarebbero superflue. Sono, invece, lo spirito di avventura e ricerca, l’introspezione conseguente ad una assimilazione entusiastica della realtà, il nomadismo del corpo che riflette ed accompagna quello di uno spirito vorace ed aperto che devono rimanere e fecondare altre menti, promuovere altre storie, nutrire altri spiriti umani.

Tutto ciò che c’è in questo spazio virtuale esiste perché ho continuato a girare con quell’automobile, ho continuato a muovermi cercando di capire il mondo senza paraocchi, cambiato nell’apparenza fisica esterna più di quanto non lo sia nell’animo, rimasto ben ancorato alla luce, accecante, dell’infanzia. Fossi in voi continuerei a farmi un giro con me.

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