Globalizzazione e immigrazione.

Esiste un fenomeno di immigrazione così importante che chiaramente è una fuga da certe realtà contingenti di cui l’Occidente ha parte di responsabilità. Dai paesi dell’est al terzo mondo…chi affronta un’avventura simile sta cercando una nuova opportunità e un futuro migliore. Dall’esordio dell’umanità, l’uomo ha adottato una strategia simile, spostandosi secondo le proprie necessità vitali e divenendo stanziale quando le condizioni ambientali glielo permettevano. Questo per sottolineare come sia l’istinto di sopravvivenza (istinto primario della specie) a determinare certe scelte.

Ora…che la situazione sia problematica, è vero. La vecchia Europa e l’Italia in particolare non hanno saputo approntare delle politiche adeguate e ci ritroviamo a tamponare un’emergenza alla meno peggio. D’altra parte, di fronte a questa umanità “in stracci”, non possiamo tacitare le nostre coscienze facendo una donazione ogni tanto ad una di quelle improbabili associazioni che promettono mari e monti e poi svaniscono con il bottino! I governi, del vecchio continente, d’altra parte, poco hanno fatto e fanno per migliorare le condizioni di certi paesi, fornendo gli strumenti necessari (da quelli finanziari agli specialisti, ai macchinari, alla tecnologia…) all’auto-realizzazione. Questo senza minimizzare gli sforzi fatti in questa direzione. Buone pratiche ce ne sono state e ce ne sono, tuttavia non sono sufficienti a quanto pare. La gente continua a fuggire via, a mettere a repentaglio la propria vita e quella dei suoi cari pure di avere una chance in più!

1 Comment

  1. Concordo. È triste vedere come ancora oggi l’immigrato è troppo spesso emarginato e confinato ad una vita di stenti e discriminazione. Se accettiamo di accogliere queste persone bisogna avere la responsabilità di preparare per loro un vero percorso di imtegrazione. È un dovere a cui lo stato non può esimersi e non può neanche lasciare tutto in mano alle associazioni che non possono fare i miracoli da sole. Siamo estremamente indietro rispetto alla maggior parte dei principali paesi europei, che certo non eccellono neanche loro. Non va bene.

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