Chiesa e società civile.

La Chiesa è un potere di cui si può dire tutto il male possibile….ma rappresenta qualcosa, magari di sbagliato, è una sorta di partito che ha la sua strategia organizzativa e politica, nata da millenni di concreto dominio e lotte sul campo, protegge i suoi “funzionari”, gli permette di fare politica…perchè di questo si tratta.

Chi critica questa istituzione, solitamente, invece, non ha nemmeno un decimo di quella capacità organizzativa e forza politica. E’ paradossale attaccarla senza averne i mezzi e, ormai, gli strumenti culturali in gran parte sostituiti da un opinionismo sì feroce ma politicamente imbelle…..

Per esempio, temo, che il nostro paese sia una frontiera invalicabile dalla quale la Chiesa non si scrosterà minimamente e anzi aumenterà il suo presenzialismo secondo la regola de “la miglior difesa è l’attacco”.

…Girando per il web le prese di posizione sono sempre queste: la insopportabile ingerenza della Chiesa, i preti cattivi che sono pure pedofili, eccetera…..si rischia di finire nel moralismo. E’ vero, ma guardiamo il dito e non vediamo la luna.

Credo che siano armi spuntate. Spuntate dal modello unico in cui viviamo, dove addirittura la Chiesa fa la parte dell’anticonformista. Anche se noi tre e qualcun’altro sappiamo che non è così, in definitiva (cioè che la chiesa non è anti-conformista ma solo conformista e dedita al cinismo del potere in una diversa maniera) il mare magnum nel quale viviamo ci dice il contrario: sappiamo benissimo che quelli che credono o fanno i cattolici militanti sono una minoranza, magari chiassosa ma minoranza. E queste minoranze, reazionarie, in mancanza di altro, perchè i laici o gli atei non sono in grado di opporre politiche credibili, rischiano di essere ascoltate.

C’è un modo di essere rivoluzionari che è quello di guardare avanti e uno che è quello di guardare indietro, come fa la Chiesa. Nell’entropia della società borghese, dire cose reazionarie (il termine è desueto, lo so, perdonatemi) fa scalpore, può essere addirittura una forma di ribellione.

I danni provocati dalla religione sono enormi. Il primo è quello di averci abituati a sopportare e giustificare tutto ciò che succede. Noi, piuttosto, cosa opponiamo a quell’istituzione? La libertà che il sistema capitalista ha già fatto propria?

Secondo me impegnarsi a chiedere la separazione dei poteri, in una società consumistica fondata sul populismo mediatico (che la Chiesa usa attraverso il suo presenzialismo), è sorpassata, inutile e dannosa. Rispondiamo con idee vecchie a problemi nuovi.

E capire che l’obiettivo di far le pulci alla Chiesa è sbagliato. Non serve più opporsi ad essa. Dobbiamo opporci al potere rappresentato da questo nuovo tipo di economia.

Nota: per “nuovo tipo di economia” intendo quella basata sulla produzione enorme e su vasta scala di beni superflui. Nel nostro paese, tale economia è conosciuta da meno di 50 anni. Nel senso delle epoche storiche e dei sistemi produttivi essa è nuova, appena nata. Ma ha già contaminato l’Asia.

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