Sul tipo di tortura a Guantanamo, in Iraq e Afghanistan.

Via: Miami HeraldAmleft

Nella guerra al terrore operata dai reparti americani nei vari teatri dove operano, l’uso della musica magari inquietante o che inciti alla violenza è divenuto consueto. Tanto che alcune popstar statunitensi (ACDC, Queen, Pantera, Massive Attack, Eminem….) hanno protestato per questo. I suoni vanno sparati ai prigionieri incatenati per diverse ore al giorno e per settimane e mesi….”per creare paura, disorientamento, e lo shock per la prigionia”.

Un testimone, ex prigioniero: “C’era della musica (di Eminem) “Slim Shady” e Dr. DRE ad alto volume, per 20 giorni. L’ho sentita senza mai fermarsi per molto tempo. La CIA lavorava la gente, me incluso, giorno e notte per mesi prima che io lasciassi il carcere. Molti sono usciti di senno.”

In Afghanistan, il testimone, ha visto e udito uomini che gridavano per far finire la musica e sbattevano le proprie teste sui muri, incapaci di tener duro ancora per molto. Uno degli agenti addetti agli interrogatori ha affermato che erano necessari solo 4 giorni con 16 ore di musica e luce e 4 ore di silenzio e oscurità.

Amleft commenta: “Nei secoli le forze armate sono sempre state il rifugio per sadici, suppongo. In questo caso, stiamo incontrando una particolare forma americana di crudeltà modernizzata già data alle cronache fra gli altri da scrittori come Melville, Faulkner, McCarthy, Ellroy e Ellis.”

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