La rarefazione della destra.

Più che di rarefazione si tratta della distruzione seguita ad un bombardamento a tappeto. Il nostro comandante supremo delle truppe cammellate della coalizione che ha vinto le elezioni, è riuscito ad assorbire gli eredi dell’MSI e a farne parte integrante del proprio organismo. Nonostante qualche tentativo – presto conchiuso – di indipendenza da parte dei piccoli bambini, leaders della destra, mai diventati grandi. Una intera formazione politica, quella nazional-alleata, scassata e svuotata dall’interno attraverso una interessata co-optazione di tutto il suo gruppo dirigente. Questo semplifica il quadro politico…e le scelte dell’opposizione. Ammesso che essa esista.

Contro tutto ciò protestarono, inizialmente, Storace e la Santanchè. Proteste tanto improbabili quanto velleitarie anche se comprensibili, finite poi in ammorbanti accordi, affari milionari, protezioni, rassicurazioni. Risucchiati anche loro nel mare magnum del comandante supremo. Tutto il retaggio storico della destra, compresi i libri di Evola stipati nelle librerie dei suoi militanti, è andato a farsi fottere, in nome di un pragmatismo molto attuale, iper-moderno. Un retaggio fatto di passioni ed ideali che nulla valgono più rispetto ad una carriera solida e stabile. E’ ora di seguire il padre…l’esperienza del padre. Ma Berlusconi non é il padre! Tutt’al più è un maramaldo in età da casa di riposo.

Il percorso compiuto non è più ripetibile al contrario: il dado è tratto. La destra è stata inglobata, senza colpo ferire. Esisterà fintanto che lui ci sarà, da lui dipenderà e non potrà mai più lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Tutto ciò, è bene sottolinearlo, semplifica il quadro di chi stà contro chi, di chi è avversario di chi. In questo senso il comandante supremo ha fatto un favore alla opposizione. I militanti della destra dovrebbero rendersi conto che i propri dirigenti hanno svenduto tutta la loro tradizione all’egemonia del comandante supremo. Un viaggio senza ritorno.

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