La “Casta”, versione italiana dell’élite.

Uno dei sintomi del disfacimento della nostra cultura consiste nell’appropriazione di argomenti provenienti da oltreoceano. In particolare quello concernente le élites che da noi cambiano nome ed alcuni tratti esteriori e diventano “casta”. In America il Maccartismo, opportunista per natura, creò la miglior personificazione del nemico e lo chiamò élite. I membri dell’élite erano i benestanti, i colti, il fior fiore WASP della east-coast, insomma i “privilegiati”. Prendersela con l’élite, affermare che i nemici costituiscono un’élite, é una vecchia risorsa dell’arsenale demagogivo. I “privilegiati” sono snob, lontani dalla gente, arroganti, chiusi e ovviamente vivono alle spalle della “gente”.

Da noi questi “privilegiati” sono solo i politici e basta. Tutti glia altri, ci viene detto, sono nella posizione di sputargli addosso. Un altra comodità che accomuna élite e casta consiste nella non-necessità di fare i nomi dei loro membri. Che poi mai si accenni ai grandi gruppi finanziari ed industriali e a come hanno svuotato l’Italia riempiendola di debito pubblico addebitandolo tutto al servizio sanitario o ai commercianti che non emettono lo scontrino per 5 € di merce, ha a che fare con la natura classista del messaggio. Dato sempre dall’alto. E’ la finanza a comandare la politica.

Un esempio, con qualche numero, riguardo l’élite economica: Marchionne due anni fa promette 20 miliardi di € di investimenti in Italia in cambio di sacrifici. I sacrifici vengono fatti, i soldi non si vedono. Contemporaneamente l’Unione Europea da 450 milioni di € alla Fiat in Serbia (costruzione, ammodernamento ed avviamento degli stabilimenti) ed il governo serbo ne dà altri 350 milioni. Il Brasile, la Cina, la Polonia aiutano con i propri denari pubblici la Fiat che si è insediata in loco. Si sa, meglio spendere qualche soldo piuttosto che avere delle rivolte per il pane. Ovviamente tutti sono capaci di fare impresa in questo modo. E’ ovvio che si usi il Brasile (o chi per esso) come espediente per estorcere qualche danaro qui.

Non paghi di questo, i componenti la casta economica, ci erudiscono sui valori del mercato  e della competizione, pretendendoli dagli altri. Fantastico, non aspettavamo altro.  Tuttavia il problema non è solo (ma sicuramente anche) di questa élite. Il problema vero è che il nostro sistema socio-economico fa acqua da tutte le parti, è marcio fino al midollo. La riprova sta nel fatto che l’Italia, unico esempio in Europa (nemmeno Spagna e Grecia hanno avuto questo “privilegio”), non ha scelto il proprio governo. Il governo Monti è stato imposto perchè nessuno, a livello internazionale, si fida più della nostra classe politica, veramente marcia.

Tuttavia, gli attacchi alla “casta”, non sono portati dal “popolo”. E’ una parte della stessa “casta” (classe dirigente e dominante sia sul piano politico che economico al livello più alto dove i due piani si incontrano) che attacca l’altra parte della “casta”: è chi ha il potere che attacca altri che hanno il potere. L’attuale questione della “casta” è una guerra intestina alla “casta” stessa. Questa guerra dimostra come il potere ormai sia in grado di gestire anche l’opposizione ad esso stesso, muovendo masse di persone dai social-network ai super-blog alle piazze. Masse che stupidamente pensano di essere libere.

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