Lady Gaga è più a sinistra di Bersani. E anche di Vendola.

Se Lady Gaga passa a trovare Julian Assange, rifugiatosi presso l’Ambasciata dell’Ecuador a Londra, non vorrei fosse il turno dei cantanti che, al pari dei nostrani comici qualche tempo fa, si incaricassero, loro malgrado, di supplire alle gravi manchevolezze della politica.

Dire che i nostri politici menano il can per l’aia è gioco facile e dimostrato scientificamente, visto che non riescono nemmeno a ottenere un qualche minimo risultato, un qualche piano decente per non far schiantare le classi più deboli di questo paese, ma l’assordante silenzio sul caso Assange assume dei contorni che potremmo connotare con termini da fiera della cialtroneria.

Badate bene che il fatto che la pop-star sia andata a cena nell’ambasciata dell’Ecuador, non ha nulla a che fare con la pubblicità che sarebbe stata ancor più utile per tanti politici se solo lo avessero voluto. La censura dei nostri media sul caso è un chiaro messaggio per tutti: Assange è contro di noi, sta dalla parte sbagliata. Tuttavia la questione Assange è talmente pesante e off-limit per l’occidente che nessuno ha il coraggio di toccare l’argomento già pre-confezionato dai mezzi di comunicazione mainstream, colmi di gente fintamente libertaria, progressista e – udite ! – di sinistra. Pena l’ostracismo. Dimenticavo di menzionare i giornalisti destrorsi che lavorano per servizi segreti di potenze straniere ma ci avrete già pensato voi.

Ciò che manca a questa gente sono le palle. Attributi che gli facciano dire, per una volta nella loro vita, come stanno veramente le cose, sospendendo il lungo rosario dei ricatti di bassa politica e delle compravendite di articoli orientati. Se esiste, infatti, ancora un barlume di speranza e di spazio per una politica di progresso, giustizia e liberazione in occidente, questa passa, necessariamente, attraverso l’appoggio a coloro che si battono per queste e, quindi, schierandosi a favore di Assange, oppure gioendo per l’ennesima vittoria di Hugo Chavez, cercando di imparare qualcosa dal modello concretamente applicato del Socialismo del Secolo XXI.

Invece no, dobbiamo disperarci di leggere le dichiarazioni di qualche autorevole rappresentante di partiti politici, a cui pretestuosamente attribuiamo la difesa degli interessi delle classi subalterne, che all’insediamento del governo Monti affermava:

Non possiamo che esprimere apprezzamento per il livello professionale ed intellettuale dei ministri che entreranno a far parte del governo Monti.

 Non era meglio se facevi un viaggetto a Londra?

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