L’avvenire tecnocratico dell’Italia.

Mentre la nostra attenzione è puntata su Monti, abbiamo perso di vista Draghi. Quello di Draghi è un manifesto per una nuova maggioranza tecnocratica che vuole governare il paese liberandosi delle ali estreme.

E’ un programma molto forte, non solo nei contenuti ma in virtù del sostegno che ha nella Destra economica. E’ apparentemente paradossale che esso sia stato elaborato durante un governo di centro-sinistra. Apparentemente, perchè è proprio la sinistra, nel suo ruolo storico, da dopo la Liberazione, ad essere il salvacondotto delle scelte della grande borghesia nazionale presso le classi lavoratrici. Draghi chiama alla realizzazione di ciò che la globalizzazione e la concorrenza spietata richiedono.

Il progetto della Destra economica, ben interpretato da Draghi, più che dal Montezemolo, può avere l’avvallo di questo governo nel nome del bene dell’azienda-Italia.

L’illusione che a sinistra è stata coltivata per decenni, di conquistare l’egemonia del corpo sociale nazionale, dimostra per l’ennesima volta il suo limitato tragitto. La Destra economica ha, infatti, l’egemonia e il beneplacito sociali, perchè ha saldo nelle proprie mani il potere politico che consiste nell’organizzare liberamente i propri interessi particolari facendoli passare per generali. I politici sono i prezzolati cancellieri di decisioni prese altrove. Di conseguenza, questa Destra economica, ha l’egemonia nella società. Ed è il potere politico ad essere fondamentale per l’egemonia e non viceversa: non si dà egemonia se non come conseguenza del potere.

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