Droga merce perfetta.

800px-Opium_smokingPer il suo essere merce tra le merci, ed una delle più redditizie, la droga è stata usata per fare profitti, e per controllare i popoli. C’è, infatti, una stretta connessione tra droga e colonizzazione. Sappiamo che non è stata nè la società cinese nè il popolo indocinese che preconizzarono l’uso dell’oppio ma gli occupanti.
Fino al XVII secolo l’oppio era impiegato in Cina come lenitivo della sofferenza. L’apparizione di casi di tossicomania portò l’imperatore Yong Cheng a promulgare nel 1729 la proibizione all’importazione di questa droga. Immediatamente si costituì un contrabbando da parte dei Portoghesi, subentrò, poi, la Compagnia Inglese delle Indie Orientali, questa intensificò il traffico di cui ben presto assunse il monopolio. L’Imperatore decise allora di trattare con gli inglesi per l’introduzione di una bilancia di scambio tra le importazioni di oppio e le esportazioni di tè. Il trattato non ebbe alcun effetto. Nel 1839, l’imperatore Lin Tsa-Sice si rivolse allora alla regina Vittoria che, seguendo l’opinione della camera dei comuni, non ne tenne conto. Lin Tsa-Sice fece allora prendere e distruggere 1360 tonnellate di oppio grezzo indiano e arrestare alcuni trafficanti inglesi, tra cui il sovrintendente Elliott. Immediatamente l’Inghilterra entrò in guerra e distrusse in 2 mesi l’armata e la flotta cinesi. Furono aperti 5 porti cinesi e il traffico si intensificò, fino al 1856, senza ostacoli. Il vicerè di Canton sequestrò, allora, una nave inglese (la “Arrow”) riaprendo le ostilità. A partire dal 1857, una coalizione franco-inglese devasta di nuovo la Cina e ottiene con il trattato di Tien Tsin l’apertura di 11 muovi porti. L’oppio è finalmente libero per la vendita e il numero degli oppiomani arriva, nel 1870, a 120 milioni.
La Cina diventerà una colonia dove la vendita dell’oppio rappresenterà un quinto delle entrate. Si può ricordare che le entrate dell’Indocina francese nel 1937 erano del 12,87 % per la stessa droga, droga che presentava il 25% del budget iraniano nel 1946 e la cocaina il 25% di quello boliviano.
C’è poi l’aspetto della cosiddetta “colonizzazione interna” che, per gli stessi motivi economici e di controllo, ha una sua storia. Ad esempio, il fatto che il 10% dei soldati che rientrarono negli USA dal Vietnam fosse risultato tossicomane spiega bene la strana pace che si sviluppò fuori dai campi di operazione militare. In questo senso, il ruolo della CIA è quantomeno sospetto: l’emergenza di questa tossicomania militare (già sperimentata alla fine della guerra di secessione dove 45000 vecchi feriti erano di fatto dediti alla morfina) doveva essere prevista e non repressa dagli organizzatori militari.

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