Come si diventa Damien Hirst.

The_Future_of_Art_-_Damien_HirstPrendete un vitello tagliato in due nel senso della lunghezza e immergetelo in una vasca di formalina. Questo curioso oggetto ha un autore; supponiamo allora si tratti di un’opera artistica che, di conseguenza si dovrà lanciare. Come giustificare il suo ingresso sul mercato? Bisogna, questo è il nostro piano, partendo da un valore zero, assegnargli un prezzo e venderlo (possibilmente) a qualche milione di euro ad esemplare e se possibile in molti esemplari.

Si tratta di una questione di credito, ovvero chi darà credito a questa operazione tanto da investirci? Nel mondo della finanza contemporanea, pericolosamente vicino ormai a quello dell’arte, troviamo gli esempi di come si manipola la finanza stessa partendo dal niente. Quindi, si mischierà il credito di difficile esazione ad altri più sicuri. Esponiamo il nostro vitello vicino ad un’opera di Robert Morris piuttosto che di LucioFontana; entrambi vantano accreditamento ed affidabilità, maggiore sicurezza rispetto alle opere spazzatura. Dobbiamo poi entrare in un circuito di gallerie private, navigate ed affermate che saranno in grado di ripartire i rischi connessi.

Questo gruppo di illuminati, l’equivalente delle agenzie di rating, finanziano il progetto mentre case d’asta ed amatori si assumono i rischi diretti. Gli illuminati promettono un rendimento molto elevato (dal 20 al 40%) alla rivendita nel breve periodo che se non dovesse esserci trova il paracadute di una galleria d’arte che si ricompra l’opera aggiungendovi un piccolo interesse. Quindi nessuno ci perde. Passo seguente: ottenere da un grande museo un’esposizione per il tuo vitello i cui costi saranno coperti con discrezione dal consorzio di gallerie promotrici.

Quest’ultima è la vera chiave di volta poiché sembrerà essere il museo con le sue collezioni nazionali o i suoi depositi a garantire il valore delle proposte emesse dal mercato privato.

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