Piazza Fontana il giorno dopo la ricorrenza.

332px-Milano_-_Piazza_Fontana_-_Lapide_VittimeRipubblico una mia riflessione di qualche tempo fa sui fatti di Piazza Fontana. Dalle carte processuali è uscita chiaramente la matrice neo-fascista ed atlantista dell’attentato, nonostante le mancate condanne dei responsabili, evidentemente troppo in alto.

Sono passati ormai più di 40 anni dallo scoppio della bomba di Piazza Fontana. Nonostante le indagini, anche piuttosto approfondite, non si conosce ancora il volto dei responsabili della strage.
Già qualche anno fa, alcune ammissioni (cose già conosciute, però) furono fatte dall’amministrazione Clinton a proposito della cooperazione tra la CIA e una parte (abbondante) del neo-fascismo italiano.

Il tutto in chiave anti-comunista. Ma il particolare più interessante riguarda la funzione stabilizzatrice (e non de-stabilizzatrice) del terrorismo: cioè le bombe si mettevano per creare una necessità di ordine e tranquillità. Di quale ordine si trattasse, lo vediamo un pò più chiaramente in questi ultimi anni: quello della società di mercato, senza se e senza ma…in tutto il mondo. L’anticomunismo passa in secondo, terzo piano. Il comunismo è un mero ostacolo, via via sempre più vacuo, crepuscolare. Le cosiddette masse non si interessano più di giustizia sociale ma vogliono consumare qui ed ora, vogliono un pò di benessere, non vogliono tornare alla “miseria” del passato. Complici le trasformazioni sociali che accompagnano il nuovo tipo di economia.
In tutto questo disegno molto “americano” (ricordiamo che nel dopoguerra è la scuola economica statunitense a produrre i risultati più “interessanti”, che inizia a studiare già dal crollo del ‘29) a pagare non sono stati solo i sedici morti e gli 87 feriti con tutte le loro famiglie ma anche le possibilità evolutive della società e della politica italiane. Non solo si sono bloccate le pulsioni al cambiamento ma sono stati usati senza scrupoli i neo-fascisti italiani per un progetto che alcuni avevano afferrato, altri no. A questo proposito è illuminante la testimonianza di Vinciguerra, uno dei pochi ad aver pagato, proprio perchè fascista ed anti-americano. Ma anche lo studio di G.Parlato per “Il Mulino”, uscito ultimamente intitolato “Fascisti senza Mussolini. Le origini del neofascismo in Italia” che attraverso la lettura degli archivi statunitensi, riesce a dare una connotazione comprensibile al “neofascismo atlantista”.
Se non si conoscono i responsabili, significa che il gioco ha coinvolto sfere molto alte del potere politico ed economico del mondo occidentale.

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