Le mie ipotesi sulla morte di Michael Jackson.

Ora che la Corte d’Appello del secondo distretto della California ha espresso parere di colpevolezza nei confronti di Conrad Murray, ex-medico di Jackson, e SkyTg24 ci spiega che…

La Corte d’appello ha giudicato invece che le “false dichiarazioni” del medico e i suoi “sforzi per ripulire la camera” di Jackson prima dell’arrivo della polizia, “sono la prova di un sentimento di colpevolezza”.  Il cantante morì a Los Angeles il 25 giugno 2009, all’età di 50 anni, per una overdose di propofol, un anestetico chirurgico che gli veniva somministrato regolarmente dal suo medico per farlo dormire.

…pubblico ciò che scrissi a caldo sull’argomento. La mia ipotesi sul perché della morte di Michael Jackson le confermo pienamente, a prescindere da qualsiasi dichiarazione della Corte californiana.—————————-

Una premessa. Al momento non sappiamo come siano andate veramente le cose al momento della morte di Michael e chi ne sia, se i termini del discorso sono questi, il responsabile o i responsabili. Da parte mia, il ricordo che ho di lui, pur non avendolo mai incontrato e non avendo mai assistito ad un suo concerto e nemmeno comprato mai un suo disco (eh si, sono fra quei pochi che non fa parte di quel gruppo di ammiratori…) è una sua canzone: Human nature. La suonavo con un gruppo musicale di cui facevo parte, come tastierista, nei ruggenti (si fa per dire) anni ’90. Mai siamo stati più felici di quando interpretavamo Human Nature. Per me Michael Jackson era la sua musica, si materializzava in essa. Se avesse dovuto comunicare qualcosa, quello era il suo mezzo. La musica non può essere spiegata a parole, come forse molti voi hanno già capito e come ne ha dato una esauriente spiegazione il musicologo (d’avanguardia e sperimentale) Philip Tagg. La musica si spiega e dipana con la musica stessa, i moduli che ne esprimono felicità, gioia, si spiegano riproducendoli, esattamente come la gioia si può capire (meglio) quando la si prova. Ora Human Nature (come altri brani) è una parte dei mezzi di espressione di tutta la sua arte, per quanto l’espressività di un essere umano possa essere limitata sul piano del significato ultimo della sua propria esistenza, non essendo stato costruito per l’immortalità o per spiegarsi e spiegarci in assoluto i motivi del suo esistere.

Detto questo, io non credo egli sia stato un perverso. Non credo nemmeno a tutte quelle che posso definire manipolazioni su di lui, il suo lavoro, la sua immagine. Basti citare uno dei suoi stessi accusatori, Jordan Chandler, che ai primi dello scorso luglio aveva confessato di aver testimoniato il falso contro Jackson, obbligato dal padre che voleva spillare un pacco di soldi al cantante. Tale notizia non è stata nemmeno sfiorata dai grandi media italici che hanno preferito coltivare il sordido e l’equivoco creato ad arte attraverso il solito metodo di lasciar cadere la cosa, parlare a metà, non aggiornare, eccetera. Se Michael è stato un attore attivo della sua vita, certamente lo è stato per una parte cospicua di essa nel ruolo di vittima. Vittima di un sistema di business stritolatore di ogni umanità in nome degli enormi interessi economici che vi si muovono. Sua sorella La Toya ha detto chiaramente che egli è stato fatto fuori perché rappresentava un valore inestimabile da morto ancor più che da vivo. Il discorso fila, è un’ipotesi che sta in piedi. Che egli fosse circondato da persone senza scrupoli è più che probabile, soprattutto se pensiamo al ruolo che le banche o le case discografiche hanno avuto nei suoi confronti. Un’altra ipotesi è quella che egli si sia suicidato perché al concerto londinese in progetto a luglio sarebbe venuta fuori la sua impossibilità di fare alcunché. E questo lo dico indipendentemente dal video sulle presunte prove due giorni prima di morire, che nulla dimostrano, perché potrebbero essere state girate anche 2 anni fa. Una fonte molto al corrente delle dinamiche del mondo dello spettacolo con cui ho parlato, propende per il suicidio, visto che stava cadendo a pezzi e la cosa quando sarebbe uscita allo scoperto lo avrebbe distrutto definitivamente, ancor più dei debiti, annientandone qualsiasi possibilità di ripresa ed immagine residua, portandosi dietro tutti gli investimenti fatti su di lui.

Io non credo alla somministrazione di farmaci per errore. Credo principalmente al suicidio di Jackson e, in via subordinata, all’omicidio, anche se la seconda ipotesi è molto più complicata da compiersi, poiché presuppone un livello organizzativo diverso e molto più complesso.

Per concludere; un altro piano di discussione interessata è stato quello inerente i suoi gusti sessuali. Posto che non era un pedofilo, viste le tarde confessioni in stile-Chandler, e le conferme di Harpeline, il suo biografo ufficiale, si è discusso parecchio sulla sua presunta omosessualità. E questo è uno degli argomenti che spiegano meglio degli altri il livello di manipolazione a cui si giunge a certi livelli di notorietà, quando si diviene parte integrante di un’industria miliardaria (in euro o in dollari), alzando il velo su una verità inequivocabile e cioé che la fama altro non è che l’altra faccia della persecuzione. Credo, peraltro, che la conferma dell’omosessualità confermerebbe il suo non essere pedofilo, visto che si era orientato (dalle indiscrezioni) su persone adulte.

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