Berenice.

448px-Horror_in_MontalbanoE’ da lungo tempo, ormai, che mi pongo domande senza risposta su me stesso, il mondo che mi circonda, gli innumerevoli fenomeni di cui sono testimone. Soprattutto di quei fenomeni che definirei strani, assurdi ed inspiegabili.

A volte penso che sarebbe meglio non sapere, non conoscere le risposte alle domande che mi pongo, le quali potrebbero essere più inquietanti ancora delle domande stesse. Altre volte mi chiedo se quei fenomeni non siano inspiegabili solo per una mente umana e non in senso assoluto. Se certe cose accadono una ragione ci deve pur essere; una ragione comprensibile ed almeno parzialmente in grado di spiegare tutto ciò.

Spesso ho creduto che, il linguaggio di cui siamo dotati, come specie vivente e senziente, non sia assolutamente in grado di aiutarci a spiegare accadimenti la cui singolarità non è traducibile in nessuna delle codificazioni lessicali esistenti. Tantomeno, quelle codificazioni, potrebbero tradurre ed interpretare l’indicibile storia di Berenice, essere misterioso e perturbante, ammesso che a questo punto la cosa abbia ancora un senso.

Nessuno sa il nome dei suoi genitori, mentre qualcuno azzarda che non ci possono esser stati progenitori di sorta. Quella che sembra una battuta di cattivo gusto, in realtà nasconde una verità: si fa fatica, infatti, ad immaginare da chi potrebbe esser stata generata una creatura di questo tipo. Berenice è il contrario dell’attenta e sicura ossessione d’amore che si può riservare ad un figlio. Più verosimilmente la si può immaginare come incubo materializzato in presenza. Se il vento soffia forte, Berenice non s’inquieta, ma lo aiuta ad esaurirsi piegandosi ai suoi voleri, come fa il giunco nel famoso detto orientale.

Tuttavia, non sono solo le variazioni climatiche a rendere Berenice singolare, ci mancherebbe, anche se è meglio starle lontani durante i temporali, per evitare di rimanere schiacciati dai suoi movimenti inconsulti o soffocati da quel qualcosa che tracima dai suoi….orifizi.

Non bastano questi esempi per capirci, è utile raccontarvi una storia, tanto per darvi la misura delle inquietudini che torturano il mio cervello in questo momento estremo.

Era la scorsa vigilia di Pasqua e avevamo deciso di andare a far visita a certi nostri parenti per passare un pò di tempo in allegra compagnia.

A quel tempo Berenice già esisteva. Forse non lo sapete, ma è senza età, o  meglio, è in vita da così lungo tempo che nessuno l’ha vista nascere. Forse per la sua specie il tempo non è una dimensione necessaria. Berenice stava dormendo, almeno apparentemente; il che era buono. Nell’allontanarci  contavamo molto sull’elemento sorpresa. Niente da fare: qualcosa di liquido che stavamo sentendo sulla nostra pelle ci diceva chiaramente che sarebbe stato impossibile allontanarsi.

Woooshh…krrrrrrrrrr……

I pochi…..che sanno dell’esistenza della creatura ci hanno sempre chiesto perché l’avessimo chiamata con un nome femminile. Non lo sappiamo nemmeno noi. Pensiamo che sia femmina, ma il perché di questa nostra convinzione ha delle radici istintuali, irrazionali. E forse  è meglio così.

E, tuttavia, costoro si guardano bene dal parlarne con chichessia o dal chiedere ulteriori informazioni sull’argomento: temono potrebbe risultargli fatale. La nostra situazione stava volgendo al peggio: quel liquido e il cupo gonfiarsi delle mura di casa ci impedirono di fare ulteriori mosse. La cosa, all’epoca non ci era chiarissima e non avevamo ben capito che cosa fosse successo.

Berenice per noi era….poco più che un’intuizione, poco più che una supposizione. La strana situazione vissuta ci aveva obbligati a prendere…krrrrr……mmmwwmm…..dei provvedimenti: chiamammo dei professionisti dell’occulto, passammo mesi ad informare la polizia sull’accaduto (penso che le forze dell’ordine persero, dopo tutto quel tempo, ogni considerazione e rispetto nei nostri confronti), ma non riuscimmo a venire a capodella cosa.

I mesi seguenti furono relativamente tranquilli, ma ci eravamo resi conto della presenza, non casuale, della creatura dal fatto che alcuni oggetti perturbanti, viscidi e gommosi, comparivano innanzi i nostri occhi lungo i corridoi o nelle stanze della nostra villetta, come se fossero parte dell’abitazione. La cosa era complicata……wwoooshhhmaawwwwwmmmm…. dal fatto che ogni volta che volevamo uscire sentivamo una restistenza a lasciarcelo fare.

Ma è ora che sto scrivendo queste righe, forse le ultime della mia vita, una vita vissuta in questi ultimi due anni sotto il continuo e vigile sguardo di un qualcosa a cui abbiamo dato un nome, che la situazione si è aggravata in maniera, appunto, molto seria. hahhhhwhhaha……Siamo qui ormai prigionieri di una immondo….organismo…che è cresciuto….attorno a noi…..wkkkeiishshshhh….al…posto di quelle che inizialmente….wooossshhhh….erano…o credeva   mo   che   foss….ero, le pareti…della  n  o  s  t  r  a   a   n  t  i   c   a     d    i    m      o      r       a………..

Art oo ii e e  dkdii  nello   …..s   c r i  v e     r  e …..l ‘ ‘ ‘        i     mmmmmmmooo….n  d     a  crrr rrr r    ……aaaaAAAAAAAAAAAAAAAAAA                                !!!!!!!

[25/10/2013]

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