Ernesto Sabato.

ErnestoSabato001L’avvocato italiano Marcello Gentilli ha incontrato Ernesto Sabato a Santos Lugares. Insieme ad un altro penalista, Giancarlo Maniga, Gentilli è arrivato in Argentina per raccogliere le dichiarazioni dei testimoni sul caso dei cittadini italiani sequestrati durante il regime militare, tra il 1976 e il 1983, testimonianze da utilizzare nel processo istituito in Italia. Questa operazione è stata ostacolata dalla decisione dell’esecutivo di dichiarare il giudice federale Gustavo Literas non competente per la raccolta delle deposizioni.

“E’ un atteggiamento inqualificabile, e particolarmente ingrato, se si pensa che la metà della popolazione argentina è italiana. Questo governo non ha l’autorità morale per rifiutarsi di appoggiare il vostro lavoro in Argentina. Il punto è, in realtà, che hanno paura della giustizia”. Queste le parole di Sabato che anche in quanto ex presidente della Commissione nazionale per le persone scomparse ha definito il Processo di riorganizzazione nazionale (il periodo 1976-1983) come “la forma più sanguinaria di dittatura che l’Argentina abbia sperimentato”. Lo scrittore ha tenuto a precisare a Gentilli che lui non appartiene ad alcun partito politico, ma che si considera semplicemente un anarchico cristiano. Riguardo il compito svolto dal Conadep (comitato delle ricerche sui desaparecidos) nel raccogliere documentazioni indispensabili alla magistratura per giudicare i responsabili di violazioni dei diritti umani – l’uomo che l’ha presieduto non smette di sottolineare il carattere unico e il peso storico dell’iniziativa che ha promosso. Ha rammentato anche che “è finita nel nulla a causa della legge de punto final e della legge sull’ubbidienza dovuta, due autentici orrori” (leggi che sanciscono l’amnistia per i militari). Quando Gentilli ha chiesto a Sabato se pensasse che tutto ciò che è successo durante la dittatura militare potesse essere dovuto a un sentimento razzista del popolo argentino, lo scrittore ha voluto chiarire a fondo la questione. “Le Forze armate, tanto in Cile quanto in Argentina, sono state strutturate da ufficiali prussiani. Hanno subito la nefasta influenza dell’hitlerismo. Si figuri che nelle Forze armate gli ebrei non possono diventare ufficiali. E’ diverso il caso dei torturatori: erano tutti antisemiti, e poi il trattamento riservato ai prigionieri ebrei era peggiore di quello riservato ai non ebrei. Se dobbiamo parlare di antisemiti in America, allora bisogna dire che il paese più razzista sono gli Stati Uniti, e fino a che punto! Ci sono ghetti ebraici a New York, ghetti italiani, cinesi e perfino irlandesi. In quei contesti un italiano è un cittadino di seconda categoria: io negli Stati Uniti sarei considerato uno scrittore “italonordamericano”. Se questi sono i presupposti da cui partiamo, allora un cowboy di terza categoria come Ronald Reagan diventa superiore ad un Leonardo da Vinci o a un Galileo”.

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