Un’email intorno al senso di scrivere sul Web.

200x144px-WorldWideWebAroundWikipediaRicevo un’email da un amico che pubblico volentieri.

Cultura, immaginario, poesia, letteratura, Web…. Non esiste una “vita reale” ed una immaginaria e digitale. Nemmeno il Web dal “volto umano” esiste; come non esiste una vita dal “volto umano”. Se l’informazione è sofisticata, non si capisce a che serve la controinformazione. Ribattere alle palle? Tempo perso. L’informazione deve implodere: lasciamola implodere!

Recensire che cosa? Pagine Web, libri, riviste, nate non si sa perché? Parlare di qualcosa che sia nato da un’esigenza non mediata da fattori economici può avere un senso. Ma non è una necessità impellente.

Narriamo – invece – la realtà, indipendentemente dai mezzi usati (digitali, corporei, intellettuali…), che alla fine sono un dettaglio e neanche così dirimente. Creiamola e ri-creiamola noi la realtà, quella nostra e quella in rotta di collisione con il prossimo non-prossimo. Ri-narriamola.

Il Web è ormai congestionato non da semplici persone che vogliono comunicare, ma da psico-escrementi che hanno come “fatale” obiettivo quello di mettersi in mostra, di “farsi conoscere” nella loro bassa statura etica, di pubblicarsi un fantasmagorico curriculum-vitae perché “non si sa mai”, potrebbero anche essere notati da qualcuno che conta. “Coloro che contano” non conoscono e non usano il Web. In una parola, costoro sono persone che vogliono emergere. Scappano dalla pressione atmosferica generata dalle profondità. Sentono che potrebbero soffocarsi. Temono mortalmente il mondo sensibile. Noi invece, restiamo immersi nella vita, in questo mondo sensibile. E con la vita siamo schierati.

Che dire? Mi trovo fondamentalmente d’accordo su molte cose scritte dall’amico. Tuttavia, non darei un peso così grande alla questione “scrivere o non scrivere in Internet e che cosa scrivere?”. La questione non può assumere un connotato escatologico, perché non ne ha le caratteristiche. Internet è uno strumento, certamente non neutro, ma uno strumento. Come tale ci dà la possibilità di scrivere ed informare. Per fare ciò sono necessari anche dei compromessi. Non esiste nulla senza compromessi, chi vi dice il contrario mente. Io intendo il compromesso come un braccio di ferro dove io uso il mezzo e il mezzo (ed i suoi padroni) usa me. Vedremo chi vincerà…se ci sarà un vincitore.

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