Non ce la possiamo fare.

800px-Prato,_archeologia_industriale_01La Germania rallenta, ma non ancora ai livelli dell’Italia (il cui PIL a -0,2% significa recessione conclamata); Italia che si sta mangiando tutto ciò che ha costruito negli anni. C’è già la crisi ma ce ne sarà ancor di più anche e soprattutto grazie alle controsanzioni russe verso l’UE. L’imperialismo non è un gioco! In prospettiva, nei prossimi mesi e durante l’anno seguente, avremo indici italiani ed europei ancor più problematici. Ci sarà ancor meno lavoro per tutti, in una situazione in cui c’è già poco lavoro e l’economia è fermissima.

Tuttavia il problema non è delle riforme mancate (ad essere sinceri alcune di queste andavano fatte 50 anni fa, quindi….), bensì strutturale in gran parte e congiunturale in piccola misura. Strutturale perché il capitalismo è in crisi irreversibile, principalmente a causa della composizione tecnica del capitale che porta alla saturazione dei mercati, a meno che non intervenga un fattore sconvolgente che azzeri lo stato di accumulazione presente: una guerra o l’implosione di uno dei contendenti/blocchi geopolitici. Congiunturale perché, errori di politica economica di lunghissima data, dominio statunitense sulla nostra possibilità di scelta in tal senso, destrutturazione culturale, invecchiamento relativo della popolazione, non possono diventare un fattore di crescita per il capitalismo.

Quindi Renzi ed il governo di cui è primo ministro barano. Le riforme che ci volevano (quelle sul mercato del lavoro ridotto a mercato delle mance) sono già state fatte. Il problema è che l’Italia, per tutto quell’accumularsi di problemi sopraesposti, non è più in grado di tenere il passo né a livello continentale, né mondiale. Trovino i nostri cari governanti una soluzione a questo….

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