Sull’occupazione nazista dell’Italia.

occupazione nazista, italiaLe opere sull’occupazione nazista in Italia sono di Enzo Collotti e Lutz Klinkhammer. Klinkhammer usa per l’Italia il termine nuovo di “alleato occupato”. In questo ossimoro è racchiuso il volto ambiguo e la situazione complessa in cui si trova l’Italia alla caduta del fascismo. I tedeschi, già prima di questa caduta, preparano dei piani per la sostituzione del potere fascista italiano. Questi piani prevedono l’invasione e la ridislocazione dei fronti balcanico e italiano. L’occupazione di questi fronti prevedeva lo spostamento di militari da altri fronti.

Due erano i progetti tedeschi sul campo: quello di Rommel, che prevedeva la difesa sulla linea dalla Liguria all’Adriatico; l’altro era quello di Kesselring, che prevedeva la difesa di tutto il territorio nazionale ancora occupato. Venne scelto il secondo progetto.

In questo contesto si inserisce la liberazione di Mussolini da parte dei tedeschi che, per Collotti, ha un significato eminentemente propagandistico, e serve a rinsaldare e a riservarsi una continuità dell’alleanza tra l’Italia fascista e la Germania nazista. L’occupazione dell’Italia è strategica perché permette ai tedeschi di sfruttare le risorse che il nostro paese rendeva disponibili. Si trattava di un serbatoio di manodopera, ma anche di produzioni industriali.

Si calcola che, tra i 700 e gli 800 mila italiani, furono internati in Germania per il lavoro coatto. Molti di questi provenivano dai Balcani. Non vi è, quindi, solo una questione di vendetta per il tradimento, ma anche una questione di interesse diretto di sfruttamento dell’Italia e delle sue risorse.

Il piano tedesco di deportazione di ampie fette di popolazione dal centro-sud al nord, dove molte fabbriche erano posizionate, fallì. In parte anche per la resistenza messa in atto dagli operai stessi. Non restava che il metodo delle razzie e della violenza, soprattutto dalla 1^ metà del ’44. Questo tentativo ebbe anche delle grosse resistenze. Molti operai infatti andarono in montagna. La scelta partigiana fu, quindi, solo in parte determinata per questioni ideologiche, mentre molti divennero partigiani per evitare il lavoro coatto.

Hitler, occupando l’Italia, voleva dimostrare, anche algi altri alleati, che l’alleanza era ancora in piedi. Era un’operazione esemplare e ricattatoria, capace di segnalare agli altri alleati ciò che gli sarebbe successo, allorquando avessero abbandonato la loro alleanza con la Germania.

Il ruolo della RSI diventa essenziale, fondamentale. Perciò, divenne di grande importanza, combattere la Resistenza. Da un certo punto di vista possiamo considerare Mussolini e il suo governo come ostaggi di Hitler.

Questo spiega anche la deriva brutale della RSI. Anche qui come in altre aree dell’Europa occupata vi erano 3 aree in cui il potere era diviso: militare, politica e polizia. Per la politica fu RAHN, proveniente dall’esperienza id Vichy, a tenere le file del discorso. La polizia fu affidata alle SS.

Oltre a queste 3 istanza di potere, ne esistevano altre che esercitavano direttamente il potere. Come i dicasteri militari. Tra tutti questi poteri vi sono talvolta delle contraddizioni.

Per un certo periodo era presente in Italia anche il dicastero dell’economia.

Non tutta quella che fu l’Italia fu affidata alla RSI. Il Voralpen e l’Adriatische Kuntenland furono soggette al governo diretto del 3° Reich.

L’esercito della RSI era ridotto a 4 divisioni nonostante Mussolini ne avesse richieste 25. Ebbe, la RSI, mano libera nella costituzione della guardia nazionale repubblicana.

La RSI, dal punto di vista economico, intendeva non permettere esperimenti di socializzazione delle fabbriche che erano nelle intenzioni dei fascisti. Gli industriali italiani temevano allo stesso modo questi eperimenti, tanto è vero che preferirono trattare direttamente con i tedeschi.

Il 1° punto cui il fascismo repubblicano e i nazisti occupatori si trovarono d?accordo è quello della persecuzione degli ebrei. Il 2° è quello della lotta contro i partigiani. Tuttavia, su questo punto, i tedeschi ci misero molto del proprio, seguendo comunque i dettami in tutto il popolo italiano degli oppositori politici.

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