Uno spettro si aggira per l’Europa. Quello del razzismo.

razzismo, islamofobiaLo spettro mai sopito del razzismo, che altro non è se non una bieca manifestazione del classismo, si aggira per le menti abbruttite dei nostri concittadini europei. I fantasmi della nostra storia, del passato e di un possibile futuro, ci fa temere il contatto con l’Altro da noi che, in verità, è l’Altro che è in noi. È la falsa coscienca o la coscienza sporca di chi tra di noi ha sempre collaborato alla schiavizzazione e colonizzazione di quei popoli. Coscienza sporca che a noi comunisti è estranea visto che abbiamo sempre combattuto al fianco dei popoli extrauropei per la loro liberazione. Comunque, l’islamofobia è l’unico pregiudizio che gode ancora di una qualche considerazione per coloro che formalmente rigettano il razzismo.

Questo pregiudizio si fonda su una serie di ragioni di classe.

  1. La sinistra tollerante al pari della destra muscolare, sostiene che gli islamici siano portatori di disvalori culturali assoluti.

  2. La sinistra tollerante al pari… pecca di essenzialismo, dislocando un certo tipo di giudizi sui valori nei confronti di ben delimitati popoli, in determinati luoghi concettuali caratterizzati da stigmi negativi.

  3. L’islamofobia non è una forma di razzismo in competizione con altre: è forma contigua, rafforza il razzismo, in tutte le sue tipologie.

  4. Gli occidentali di destra e sinistra, saltano a pié pari la questione sociale e i diritti umani impliciti nell’immigrazione e creano discussioni artificiose intorno a temi vuoti, senza una soluzione sociale ai problemi, quali “integrazione”, “cittadinanza”, “coesione” e “tolleranza”. Temi che diventano una sorta di test per gli immigrati, soprattutto se non bianchi.

  5. Gli occidentali di destra e sinistra poi, molto spesso, si sentono minacciati dai “portatori di culture altre” poiché non commensurabili con quelle permanenti in loco, come se i valori dei comunisti occidentali fossero compatibili con quelli di un Marchionne, di un Salvini o di un Berlusconi.

Un ultimo pensiero va dedicato ai tolleranti e di sentimenti liberal, alle anime belle che dicono di amare gli islamici. Li amano, ma solo se si allineano ai valori occidentali, e dovrebbero smetterla di blaterare cazzate e razzismo vendendoli nella forma delle laicità (come è stato fatto per la questione hijab in Francia). Proprio per queste ragioni sono profondamente scettico nei confronti di chiunque feticizzi la laicità, e lo fa specificamente e solo per gli islamici.

Infine, possiamo definire con chiarezza chi sono questi islamofobi ed inserirli senza dubbio in un gruppo antropologico. In questo compito ci aiuterà l’intellettuale francese Emmanuel Todd col suo ultimo libro “Qui est Charlie? Sociologie d’un crise religieuse”. Sono gli stessi che hanno marciato a Parigi subito dopo il massacro, insieme ai rappresentanti dell’Impero, rivendicando i valori liberali: sono le classi medie!

Classi medie i cui valori profondi sono ben diversi da quelli dichiarati e si riferiscono piuttosto ai momenti più tristi della nostra storia occidentale e si chiamano reazione, conservatorismo, ineguaglianza, egoismo e dominio. Valori tristi attraverso i quali continuiamo a matrattare i nostri giovani, a rigettare gli immigrati e i loro figli, a relegare i ceti popolari nelle periferie degradate, a demonizzare l’Islam.

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