I venti di guerra mineranno il sistema che li provoca.

coalizione sociale landiniObama, il presidente più sopravvalutato della storia d’America, minaccia senza mezzi termini Putin. Gli americani vogliono un altro uomo al Cremlino, un personaggio in stile Eltsin che gli lasci mano libera in Europa e nel mondo. Sappiamo che Putin è un ostacolo per gli americani che vogliono spadroneggiare nel mondo. Anche i cinesi lo sono. Ma anche altri, non c’è dubbio. Tuttavia sembra che gli Stati Uniti abbiano l’intenzione di cominciare un confronto più serio proprio dal cosiddetto vecchio continente.

I tedeschi si adattano, tanto sono un popolo senza troppa raffinatezza. Comunisti tedeschi esclusi! Ma i francesi, gli spagnoli, i greci e noi, ma soprattutto i primi, ingoieranno il rospo del passaggio del TTIP a fine anno? Obama, infatti, insieme a Merkel, promette proprio questo. I contenuti veri del trattato sono in realtà segreti, ma sicuramente l’applicazione dello stesso provocherà una rivoluzione copernicana nei rapporti tra capitale e lavoro nel nostro continente. Una ristrutturazione della mappa dei poteri in Europa, quindi, attraverso la grande rentrée del capitale monopolistico americano.

Ma, per l’appunto, la Francia lascerà che le proprie multinazionali vengano marginalizzate dall’irruzione di quelle americane, con corollario di standard econometrici, di sicurezza, di controllo finanziario, assolutamente eversivi?

In compenso, nella sinistra residuale italiana ci si interroga sul possibile futuro della coalizione sociale, di cui si è parlato abbastanza, ma non si è visto ancora nulla. La cosa dirimente, a mio giudizio, risiede in un punto fondamentale. Un aggregato di soggetti sociali e politici, e non di ceto politico, per avere un qualche futuro, oggi in Italia, deve indirizzarsi al mondo del precariato, della disoccupazione e dell’emarginazione sociale. Deve indirizzarsi a quel mondo che nessuno vuole vedere. Il mondo degli invisibili. Non limitarsi a difendere il metalmeccanico, o peggio, lo statale, come si è fatto fino ad ora. Solo se si riuscirà a fare ciò, ci potrà essere un futuro politico per tutti coloro che non si riconoscono nel capitalismo, con tutto il suo corollario di guerre e sfruttamento.

Questo discorso si lega strettamente a quello della tendenza alla guerra e delle compatibilità economiche della troika, nonché dei limiti generali imposti dall’Unione Europea. I quali, in questa situazione, non possono che essere attaccati e, per farlo, abbiamo bisogno di una forza sociale di massa.

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