Non se ne può proprio più dell’uso strumentale dell’immigrazione.

immigrazionedi Sergio Mauri

Sarebbe semplicissimo parlare di campagna elettorale, come causa del bombardamento mediatico sull’immigrazione, in un paese come l’Italia, in perenne campagna elettorale. C’è anche quella, certo. Sondare, orientare, ancora sondare, spostare e riconfigurare il consenso. Fabbricarlo, il consenso. Nulla di nuovo.

Potremmo anche discutere della totale ignoranza di qualsiasi nozione di storia o geografia di cui dà sfoggio l’italiano medio, un’entità (non trovo termine migliore) mediamente priva di coscienza. Un’ignoranza che l’italiano medio applica efficacemente alla questione dell’immigrazione. Il 90 % di ciò che sento in TV o alla radio, o leggo sui giornali cartacei e non, è totalmente manipolato e, sugli immigrati si parte da un “se a casa loro c’è la guerra se la risolvano a casa loro e non la portino qui“, si passa per un “siamo invasi” e si arriva, addirittura, ad un cinico “il governo ci guadagna“, dopo che per anni si è detto che eravamo noi a mantenerli, gli immigrati. Non si sa veramente che cosa pensare, siamo in presenza di una massa amorfa di cazzari pronti per un qualsiasi tipo di fascismo che, ovviamente, subiranno in prima persona, piangendone dolorosamente in futuro.

Ma non è questo il tema del post di oggi. Ciò che volevo dire era che c’è una spiegazione ulteriore a questo uso strumentale e oggi addirittura umanitario e compassionevole, a scala continentale, della questione. Parlo del fatto che l’ammorbidimento della politica anti-immigrazione, per lo meno in Occidente, la riscoperta di valori quali la solidarietà e l’umanità, anche da parte dei media di regime, abbia a che fare con la scelta di bombardare la Siria, preparando – quindi – l’audience occidentale a vedersi arrivare altri profughi. Che, ovviamente, si son fatti la guerra tra di loro! E’ chiaro! Il tutto dopo essere addivenuti ad un accordo con Putin, che dovrà giocare un suo ruolo in tutta questa storia. Per non parlare poi del ruolo della Chiesa, la più grande agenzia di intermediazione socio-politica a scala mondiale!

Ad Occidente, nulla di nuovo, direi.

La Merkel, in questo frangente, fa la parte dell’agnellino e suggerisce, addirittura, di aiutare l’Italia. La Merkel, presidente del paese più forte dell’Europa, perché provvisto di un programma politico in continuità con Bismark, fa i propri interessi, ci mancherebbe. Vuole obbligare anche i paesi dell’Europa orientale ad accettare delle quote di immigrati, che ovviamente questi ultimi respingono. Dopotutto in Europa orientale molti governi sono di destra, qualcuno è fascista, tutti sono disponibili (forse esclusa la Serbia) a farsi irretire dagli americani in chiave anti-Europa occidentale.

Ma in questo caso sto dalla parte della Merkel.

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