Destra e filosofi di Francia.

michel onfraydi Sergio Mauri

Fonte: *

Da Onfray a Sapir diversi filosofi francesi hanno idee vicine a Marine Le Pen.

Michel Onfray ha detto che il Front National parla al popolo al contrario delle élite socialiste. È autore di almeno 60 pubblicazioni

in cui propone tra l’altro una teoria dell’edonismo, analizza il rapporto tra edonismo etico ed anarchia politica[…]. […] come si legge nel suo sito, scaturiscono risposte in cui si intravede un percorso con tante deviazioni: il vitalismo libertino, l’etica immanente, l’individualismo libertario, il filosofo artista, il nietzschismo di sinistra, l’estetica generalizzata, il materialismo sensualista, il libertinaggio solare, la soggettività pagana, il corpo faustiano…[…]

Nell’intervista sul Figaro dell’11 settembre, Onfray ha invocato “il popolo francese di disprezzato” da chi governa, mentre “le popolazioni straniere” sono accolte nei telegiornali delle 20.

Ma alle solite accuse di snobismo (in parte certamente veritiere) rivolte alle élite sinistrorse più o meno genuine ed oneste nonché politicamente corrette, il filosofo si è incazzato, ovviamente. E allora

Ha proclamato il suo ateismo, la sua avversione alla pena di morte, la sua difesa dell’aborto e dei matrimoni gay, la sua difesa del socialismo libertario, e il suo contributo per aiutare i profughi, tutte posizioni escluse dal movimento di estrema destra.

Jacques Sapir, economista, propone di fondare un fronte di liberazione antieuro. In un’intervista sempre su Le Figaro del 21 agosto

è andato oltre. Lui si è infilato a metà strada nella breccia. Ritenuto vicino al Front de Gauche (estrema sinistra) Sapir ha lanciato l’idea di formare un “fronte di liberazione nazionale” contro l’euro, al quale l’FN di Marine Le Pen avrebbe il diritto di partecipare. Infine, un intellettuale di rilievo qual è Sapir, sdoganava apertamente il movimento d’estrema destra. Ed è stata rispolverata l’idea di un’alleanza obiettiva tra i due estremismi della società politica francese.entrambi sono infatti contro l’euro e l’Europa, ma l’estrema sinistra non è contro gli immigrati. Una differenza essenziale.

Sia Onfray che Sapir, comunque si richiamano alla piena sovranità della nazione

fuori dai vincoli europei che impedirebbero la giustizia sociale.

Régis Debray, ex consigliere di Mitterand, ed ex compagno di Che Guevara guida la retroguardia conservatrice. Altri intellettuali oltre la breccia sono Alain Finkielkraut, Jean Francois Kahn, Kean Pierre Le Goff.

Ciò che, a me, sembra incomprensibile è che, mentre questi intellettuali sofisticati hanno tempo di attaccare la sinistra cosiddetta snob, non riescono mai a lanciare delle bordate velenose contro la destra razzista. Una destra se non proprio aberrante, perlomeno di attitudini cripto-naziste.

*La Repubblica del 25 settembre 2015, R2 Cultura

3 Comments

  1. Mi scusi se esprimo il mio pensiero ma io ho visto più socialismo a destra che a sinistra nella mia vita di “giovane” quarantenne.
    Non avendo vissuto le stagioni ideologiche del 68 , per me la destra è stata sempre il vero anticonformismo , forse perché a sinistra una volta raggiunti gli obbiettivi si sposta l’interesse verso aspetti della vita umanamente massificanti .
    In questo una lettura della “Fattoria degli animali” di Orwell è sempre molto illuminante secondo me .
    Buongiorno.

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