Piccola guida per artisti: la strategia di promozione.

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Artista in posa

Qualsiasi artista con un pò di sale in zucca e che non si accontenti di esprimersi solo tra le mura domestiche, deve porsi il problema di come rendere ciò che fa interessante. Tradotto: come guadagnarsi da vivere col proprio lavoro.

Qui, spesso, cade l’asino. Mostre, rassegne, collettive, personali, non sono e non possono essere sufficienti a raggiungere il grande pubblico, anche se rimangono giuste da farsi.

Per andare oltre, quasi tutto dipende dalle finanze a disposizione, dai contatti giusti, dalla voglia o possibilità di rischiare. Pagarsi la pubblicità sui giornali di settore, alla TV o in radio, può essere un lavoro per sola gente abbiente. Affidarsi ad un’agenzia pure.

Riuscire ad entrare a far parte della scuderia di una galleria rinomata, è raro e non indolore dal punto di vista economico. Nel mondo dell’arte, come in tutti gli altri mondi in cui viviamo, nulla è in regalo, tutti devono essere pagati per il loro lavoro. Se c’è qualcuno che pensa di poter usufruire di servizi gratuiti, è meglio che si dia una regolata.

Qui torna in aiuto Internet ed i suoi costi ridotti, almeno inizialmente. Se poi si vuole il salto di qualità, i costi ci sono: organizzare delle campagne efficaci sul web è cosa seria che richiede tempo, soldi e professionalità.

Perciò io inizierei dalla costruzione di un sito, poi di un social network e poi, dopo molte riflessioni e studio particolereggiati, di un e-commerce. Già lungo questa prima sequenza di cose da fare, si evidenziano gli investimenti da fare, sia in termini finanziari che di tempo. Meglio avere una rete di persone che dia una mano, direbbe qualcuno. Certo, ma ricordate che nessuno lavora gratis a lungo e pure gli amici si scocciano di farlo.

Tuttavia, il web è il luogo giusto per promuoversi, è il medium nuovo e con le maggiori prospettive di sviluppo futuro. Ma non basta. Ad una strategia online ne deve essere affiancata una offline. Quindi, un network di persone che conoscono il lavoro dell’artista ci deve essere. Questo network deve essere composto da persone che hanno interesse nel mondo dell’arte e, non necessariamente, da clienti-acquirenti. I primi possono sempre diventarlo, ma rappresentano sempre un amplificatore del lavoro dell’artista e la garanzia che un lavoro c’è, è in atto.

È ufficiale che il commercio elettronico, fuori dall’Italia, funzioni anche per l’arte e sia in espansione. In che direzioni geografiche muoversi allora? In ordine di importanza: Cina, USA, Europa (Regno Unito, Francia, Germania), Russia. Lingue da utilizzare? Inglese e cinese in assoluto, ma poi anche il tedesco o il russo.

Insomma, di possibilità ce ne sono per chiunque voglia emergere, ma si tratta di lavorarci a tempo pieno, con pazienza, investendo oculatamente nella costruzione di un network e nel trasmettere ciò che si fa in lingue diverse.

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