Geopolitica dell’Impero.

Da “Il Manifesto” del 13/9/1996. Di Joseph Halevi:

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Il Manifesto del 13 settembre 1996

I punti fondamentali dell’articolo, molto istruttivo, soprattutto se comparato con ciò che è successo dopo, nel corso degli anni e con ciò che sta succedendo oggi, sono:

  • L’assurdo trattato di Maastricht e le trattative sotto banco, di tutti i paesi europei, con la Germania per migliorare la propria posizione su certi aspetti del Trattato;
  • E’ esistito un accordo tra Londra e Bonn a proposito della guerra jugoslava. La Gran Bretagna accettava la posizione tedesca  per il riconoscimento di ogni secessione unilaterale della federazione jugoslava, mentre in cambio si accoglieva la richiesta di Londra di esonerare dalla Carta dell’Europa sociale il Regno Unito.
  • Parigi è in disaccordo con Washington sulla questione irachena, Bonn invece appoggia le azioni americane.
  • La Francia è l’unico paese europeo ad aver ripreso una politica attiva nel Mediterraneo. La visita di stato in Siria impedisce a USA ed Israele di inserire la questione della guerriglia del sud del Libano nelle trattative per la restituzione del Golan alla Siria.La Francia è contro la messa sotto tutela  politica del mondo arabo da parte degli USA, appoggiati dall’asse militare tra Israele e Turchia.
  • Ulteriori problemi si aprirebbero nel caso la Siria fosse sottoposta ad uno status di precaria sovranità, magari attraverso azioni di guerra. La crisi dei regimi nazionalisti arabi è colmata da forze islamiste o non laiche.
  • E’ utile rimodellare le entità statuali dei paesi arabi sostenendo forze islamiste pro occidentali. Gli USA sono bravi in questo: l’appoggio a fondo perduto al regime militare iper-fondamentalista di Zia Ul Haq in Pakistan. Il perno della loro presenza nel mondo arabo è l’Arabia Saudita, la maggior fonte di sostegno al terrorismo in Algeria. Gli USA hanno gli strumenti e la mentalità adatta per assorbire ed egemonizzare i movimenti islamisti.
  • La legittimazione della spinta islamista manderebbe in crisi la presenza francese in Medioriente e nord Africa.
  • La Germania è fuori da questi problemi. La guerra nell’ex-Jugoslavia ha confermato la supremazia tedesca in Europa, rafforzando i rapporti tra Turchia e Germania stessa e tra la prima e gli USA. In quest’ultimo caso ha giocato la quasi simultaneità della crisi del Golfo con il disfacimento di URSS e Jugoslavia.  L’espansione turca verso la Bulgaria e i Balcani è antecedente la crisi dell’est.
  • La Turchia è un alleato della Germania nei Balcani e per entrare nell’Asia centrale. Tra tutti i paesi europei, includendo anche la Turchia, solo la Germania è capace  per forza produttiva tecnica e finanziaria di espandersi in Asia centrale, arrivando poi in Cina.
  • La Turchia assume il ruolo di snodo tra Europa e risorse energetiche del Caucaso e del Caspio, nonché asse espansionistico verso l’Asia centrale.
  • La Germania vuole il rafforzamento dwlla Turchia nella zona mediorientale e vuole l’indebolimento dell’Iraq. Le reticenze turche verso gli USA sono una finzione per non scontrarsi troppo col mondo arabo. La Turchia mira a riempire il vuoto di potere lasciato dall’Iraq.

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